TV VIA CAVO

Trasparenza e Partecipazione

TV VIA CAVO

In questi giorni sono arrivate ai cittadini una o più lettere con le quali il Comune di Riomaggiore chiede un canone di 50 euro per “ammodernamento e manutenzione” del servizio di Tv via cavo, al fine dell’ottenimento di un “livello di qualità soddisfacente” (clicca qui).

Nello stato di dissesto finanziario in cui si trova il Comune, certi tipi di servizi possono essere erogati solo se coperti interamente o parzialmente da chi ne usufruisce, e  la tv via cavo rientra in questa categoria di servizi (servizi a domanda individuale).

A tal proposito, si riporta l’intervento della dott.ssa Michelini (Segretario Comunale) come da verbale del Consiglio Comunale del 4.04.2012, “si rileva infatti che il servizio tecnicamente è a domanda individuale. Tenuto conto delle difficoltà connesse al dissesto, possiamo prevederlo solo se è indispensabile e se è coperto almeno per il 36% dei costi. Nella deliberazione abbiamo esplicitato in che modo ricorrano entrambe  le condizioni. Abbiamo anche inserito la clausola in base al quale si spenderanno i soldi solo se e quando saranno materialmente incassati e solo nella misura dell’incasso. Questo costituisce una seconda garanzia.” (vedi verbale pagg. 5 e 6 clicca qui)

In sintesi, se i cittadini non contribuiscono il costo non può essere sostenuto dall’Ente.

L’impianto di TV VIA CAVO del nostro Comune è un servizio importante per i cittadini ed ha consentito, tra l’altro, di eliminare l’impatto ambientale delle antenne.

Con Delibera di Consiglio comunale n. 9 del 04.04.2012, avente ad oggetto “Istituzione servizio tv via cavo e individuazione copertura finanziaria” (clicca qui), l’Amministrazione ha individuato quale contribuzione a carico degli utenti l’importo di € 50,00 a copertura dei suddetti costi.

In fase di Consiglio il Sindaco ha dichiarato “Abbiamo fatto vedere gli impianti da alcuni tecnici esperti”, mentre l’assessore Bordone “Non abbiamo ritrovato le domande di allaccio e quindi il numero delle utenze è frutto di una stima assolutamente prudenziale. Sono stimate circa 1.000 utenze, e il gettito complessivo del canone ritenuto necessario si attesta intorno ai 50.000 euro. Quindi, per rientrare nei costi ci vuole un canone annuale di € 50,00 a utente.”

Solo Grazie al nostro intervento siamo riusciti ad ottenere la limitazione del canone di 50 euro AL SOLO 2012 (Per il 2013 si deve tornare in Consiglio!) e abbiamo richiesto all’Amministrazione di fare un’analisi dettagliata sui costi e sul numero di utenti.

Successivamente, in data 24/08/2012, con determina n. 74 (clicca qui), Il Responsabile del Servizio Finanziario (Cantrigliani) approva “l’elenco degli utenti della TV via cavo predisposto dall’Assessore Bordone” e le spese postali per l’invio delle richieste di pagamento (euro 1.057,51). In tale elenco sono contenuti 1817 presunti utenti (ma non erano 1.000?), banalmente estrapolati dalle utenze idriche, come compare nella scheda del file allegato alla determina. Infatti, alcuno nominativi sono riportati più volte…Una bella confusione per chi riceverà doppie o triple richieste di pagamento e spese postali inutili…

Quindi la stima di 1000 utenti dichiarata in Consiglio comunale ad aprile, su quali basi era stata fatta?

Ma veniamo ai preventivi e alla stima del costo della manutenzione.

La richiesta di preventivi ai fornitori (clicca qui) è stata inviata solo in data 28/09/2012, tramite email a 5 fornitori, e ad 1 fornitore addirittura il 9/10, con la richiesta di rispondere entro il 15/10/2012.

Entro quella data è pervenuto solo un preventivo, di euro 23.000+iva, con pezzi di ricambio esclusi (vedi allegato). Tra l’altro, lo stesso preventivo non contiene nemmeno dettagli relativi alle attività che verranno svolte, all’eventuale necessità di sostituzione di pezzi e il costo degli stessi…
Inoltre, nelle lettere inviate ai cittadini si parla di “ammodernamenti”, mentre il preventiv
o riguarda solo manutenzione.

Ci chiediamo allora:

- a quali “tecnici esperti” era stata fatto vedere l’impianto a marzo 2012 (cioè prima del Consiglio comunale);

- da chi e quando sono stati fatti i sopralluoghi;

- su quale base sono stati stimati costi per 50.000 euro;

- per quale ragione i preventivi sono stati richiesti solo a fine settembre-ottobre.

E soprattutto, a fronte di questa spesa è garantito l’ottenimento di un “livello di qualità soddisfacente”, come dichiarato ai cittadini?

 

Che cosa si sarebbe potuto fare?

Visto e considerato che la TV via cavo è un servizio di pubblica utilità e riguarda quasi tutti i cittadini, si sarebbe potuto procedere così:

1. presentare ai cittadini in assemblea pubblica una relazione sulla situazione attuale del servizio, alla presenza di tecnici specializzati, indicare i costi di manutenzione supportati da preventivi certi,  e spiegare le eventuali necessità di aggiornamento.

2. richiedere ai cittadini interessati al servizio la sottoscrizione di una dichiarazione di preadesione non vincolante (da inviare a casa e scaricabile sul sito), con diritto di recesso entro x giorni dalla definizione del canone.
Attivare con commercianti, affittacamere, associazioni varie, rapporti diretti con i rispettivi rappresentanti.

3. Raccogliere le preadesioni e definire il costo certo, da comunicare con avviso e con nuova assemblea pubblica (se necessaria). Solo a questo punto si sarebbe dovuto convocare il Consiglio comunale.

4. Confrontarsi con il Parco Nazionale delle 5Terre per valutare la possibilità di ottenere contributi, trattandosi di un servizio che tutela il paesaggio, impedendo l’installazione di antenne.

 

 

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